Intervista: Sandro Ruprecht / Dischi Volanti


Intervista di Vasco Viviani (Old Bycicle Records)

www.dischivolanti.ch è il sito di riferimento per chi vuole acquistare musica italiana in Svizzera non potendo contare su Carte di credito, Postepay et similia.
Vivendo in una congenita penuria di negozi, almeno in Ticino, gli appassionati non possono fare altro che correre in macchina fino a Como, Varese, Milano, oppure affidarsi ad internet. Dischi Volanti è un sito dove si possono trovare sorprese inaspettate anche nel negozio meglio fornito. Il Boxset di prossima uscita dei Disciplinatha ad esempio, dischi dei T.A.C., dei Bachi da Pietra, degli Sparkle in Grey e delle Forbici di Manitù. Roba che anche il negoziante più impavido avrebbe degli scrupoli di coscienza a tenere fra gli scaffali a queste latitudini (Ci passerei le ore in qualsiasi negozio del genere, lo dico a chi abbia questi propositi. Se avete progetti del genere quindi organizzate delle poltrone, un frigo con delle birre od un bar vicino, grazie!)
Essendo clienti affezionati del sito abbiamo preso la palla al balzo intervistando il titolare Sandro Ruprecht.

Ciao Sandro…da dove iniziamo? Pensavo di fare un veloce resoconto della tua storia e della tua passione musicale…quani anni hai? Sei di discendenza italiana? Com’è iniziato il tragitto verso Dischi Volanti?

Ciao Vasco! Ho 45 anni e sono svizzero tedesco. All’inizio degli anni ’80 ho scoperto la musica italiana che all’epoca aveva molto successo anche nelle nostre hitparade. Da allora la passione per la musica italiana è cresciuta e non mi ha più lasciato. Per circa 10 anni ho lavorato in vari negozi di dischi a Berna. Col tempo c’era sempre più gente che veniva da me per comprare musica italiana. Per soddisfare tutte le mie richieste avevo cominciato ad importare CD direttamente dall’Italia, erano i primi anni ’90. Questo fu il primo passo verso Dischi Volanti.

Da tempo mi servo presso di te per buona parte del materiale italiano che acquisto. Trovo che, oltre alla musica italiana “classica” e più commerciale, sul tuo sito trovino spesso spazio un sacco di artisti laterali e, almeno per me molto più intriganti. Che criteri di scelta utilizzi? Quali organi di stampa o siti tieni d’occhio per valutare le novità?

Non c’entrano troppo i miei gusti personali per ciò che si trova sul mio sito. Ho semplicemente l’intenzione di offrire una vasta scelta di musica italiana di tutti i generi. Ricevo delle informazioni sulle nuove uscite dai vari fornitori in Italia e seguo attentamente vari siti che si dedicano alla musica italiana (rockit.it, rockol.it, lisolachenoncera.it,bielle.org eccetera)

Anche nel catalogo di repertorio ho trovato alcune chicche che, normalmente, non sono proprio il prodotto che uno si aspetta di trovare in un mail order generalista a carattere nazionale ( penso a Maurizio Bianchi, Femina Faber, T.A.C., Pankow per l’Industrial, Le Forbici di Manitù, Ovo per il Noise, Confusional Quartet, Faust’O, Masoko per la New Wave…). Vivendo in Svizzera tedesca, quale risonanza possono avere questi artisti di nicchia? Trovo personalmente che caratterizzino molto il tuo catalogo e trovo interessante lo spingere questo tipo di sonorità: sono semplicemente gusti personali o sei ben consigliato?

Collaboro con alcuni grossisti/fornitori che offrono soprattutto musica indipendente. Così è nato un catalogo che è anche di nicchia. Questo aspetto lo trovo molto stimolante perché in questa maniera conosco e posso far conoscere gruppi che hanno poca visibilità (anche in Italia). Certo che si vendono quantità discrete ma questo per me non è importante. Faccio quel che faccio per passione e non per motivi commerciali.

Che valenza ha la musica italiana in Svizzera? Il tuo bacino principale resta il Ticino (per via della questione linguistica) oppure sei più attivo al di la del Gottardo? Te lo chiedo perché, da abitante ticinese, trovo la nostra situazione un poco bizzarra: siamo a corto di negozi di dischi e,
Per quanto riguarda la scena italiana, io stesso mi trovo ad essere più comodo a comandarli dal tuo sito, facendole fare quel paio di centinaia di km in più di viaggio che non dovrebbero avere senso…
A livello internazionale invece cosa mi puoi dire?
Con che paesi sei a contatto tramite il mail order?

I miei clienti vivono principalmente in Svizzera ma non solo in Ticino. Una gran parte è di origine italiana. Attualmente ho pochi clienti dall’estero per il semplice motivo che sul mio sito non si può più pagare con la carta di credito. Il nuovo sito avrebbe dovuto essere pronto già da molto tempo…spero che nelle prossime settimane sarà finalmente il momento giusto per andare online!
Negli anni passati avevo molti clienti da tutti i paesi europei dell’Ovest, ma anche dal Giappone e dagli Stati Uniti. Spesso anche dall’Italia, clienti che non riuscivano a trovare i dischi nei negozi a loro vicini…

Nella pagina informativa di Dischi Volanti ho visto che hai iniziato lavorando in un negozio di dischi per poi trasformarti in un importatore. Hai nostalgia del negozio in carne e ossa? Puoi raccontarci di che ambiente e periodo si trattava?

Ho già in parte risposto a questa domanda all’inizio dell’intervista. Tra il 1989 ed il 2000 ho lavorato principalmente in un piccolo negozio di dischi a Berna. Il negozio (Opus 71) non esiste più come è accaduto a molti negozi di dischi. Lo scambio con i clienti mi manca sicuramente. A metà degli anni ’90 avevo in mente di aprire un negozio “fisico” non solo per la musica italiana ma anche per musica francese, spagnola, tedesca. Ma con i cambiamenti dell’industria musicale e l’evoluzione tecnologica ho lasciato perdere l’idea iniziale.

In passato ho gestito per un paio d’anni un negozio di dischi a Chiasso con mio fratello ed un amico comune; ricordo l’esperienza come una grande soddisfazione ma anche con un piccolo rammarico per la difficoltà nel riuscire a “piazzare” i prodotti buoni (ovviamente dal nostro punto di vista) ai clienti. Ragionando su questo pensavamo ai tempi come la situazione perfetta fosse quella del distributore, attivo con label e scene di proprio interesse ed a confronto con negozianti consci e con un minimo di gusto. Tu come importatore mi sembri essere in una terra di mezzo…come agisci concretamente? Quanta autonomia hai rispetto al tuo catalogo? È possibile dare un’impronta al proprio operato od il mercato ha sempre l’ultima parola?

Lavorando da solo (con l’aiuto prezioso dei miei genitori e di mio fratello) ho l’autonomia totale nelle mie scelte. Come ho già detto però, la mia intenzione è quella di offrire una vasta scelta di tutti i generi e non solo quello che piace a me.
Sul nuovo sito però ci sarà una pagina iniziale dove potrò consigliare dei CD oppure presentare artisti nuovi. Molto probabilmente faró anche una pagina Facebook per avere e dare l’opportunità di interagire e comunicare.

Per concludere, vuoi consigliarci qualche disco italiano del 2012? Quale potrebbe essere una playlist dello stivale fino a questo momento?

Sono un fan del vecchio e del nuovo cantautorato…
Ecco i miei preferiti del 2012

Alice – Samsara
Amor Fou – 100 giorni da oggi
Colapesce – Un meraviglioso declino
Dimartino – Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile
Fabrizio De André – I concerti
Franco Battiato – Apriti Sesamo
Il Triangolo – Tutte le canzoni
Iori’s Eyes – Double Soul
Niccoló Fabi – Ecco
Nicolò Carnesi – Gli eroi non escono il sabato

Per maggiori info:

DISCHI VOLANTI
www.dischivolanti.ch